INDICE

 

  1. COSA È L’INVALIDITÀ CIVILE
  2. OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITÀ CIVILE: Come si presenta la domanda
  3. LA CONVOCAZIONE A VISITA
  4. LE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO
  5. EFFETTI DEL RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITÀ
  6. VERIFICA E CONCESSIONE DEI BENEFICI ECONOMICI
  7. PRESENTARE RICORSO
  8. LA DOMANDA DI AGGRAVAMENTO
  9. EVENTUALE RIVEDIBILITÀ
  10. IL DOLORE CRONICO NELLE PATOLOGIE ADDOMINALE. COLITE ULCEROSA E MALATTIA DI CROHN

 

  1. COSA È L’INVALIDITÀ CIVILE

L’invalidità civile è una condizione riconosciuta dal nostro ordinamento giuridico come presupposto per avere supporto e diritto a determinate prestazioni socio-sanitarie e/o economiche da parte dello Stato.
È considerato invalido civile chi ha una menomazione cioè una infermità di tipo fisico, psichico o sensoriale, della vista o dell'udito, che gli causi un danno funzionale, comportandogli, quindi, una certa difficoltà a svolgere alcune funzioni tipiche della vita quotidiana o di relazione.

Ai sensi dell’art 2 della legge 118 del 1971 "si considerano mutilati e invalidi civili i cittadini affetti da minorazione congenita e/o acquisita (comprendenti) gli esiti permanenti delle infermità fisiche e/o psichiche e sensoriali che comportano un danno funzionale permanente, anche a carattere progressivo, compresi gli irregolari psichici per oligofrenie di carattere organico o dismetabolico, insufficienze mentali derivanti da difetti sensoriali e funzionali che abbiano subito una riduzione permanente della capacità lavorativa non inferiore a un terzo, o se minori di anni 18, che abbiano difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell'età."

Le malattie e le menomazioni per cui si presenta domanda per il riconoscimento dell'invalidità civile non devono essere state riconosciute come invalidità per causa di lavoro, causa di servizio e di guerra, con le quali l'invalidità civile è incompatibile.
Qualsiasi persona affetta da patologie di una certa rilevanza può pertanto chiedere il riconoscimento dello stato di invalidità civile. Trattandosi di una condizione che si basa sull’essere affetti da determinate menomazioni, può essere ottenuta solo dopo essere stati sottoposti ad una visita da parte di una commissione Asl. Non è sufficiente una relazione di un medico specialista, ma occorre un accertamento medico legale di un apposito ente riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale. I termini invalidità e handicap sono talvolta utilizzati come sinonimi. In realtà non è così. La certificazione di invalidità civile e la certificazione di handicap NON sono la stessa cosa. Una persona disabile è invalida civile soltanto dopo essere stata esaminata dalla commissione medico-legale competente. Lo stesso vale per il certificato di handicap: una persona disabile non è “handicappata” finchè lo stato di handicap non viene accertato dalla commissione medico-legale competente (L. 104/92, art. 4). La persona con invalidità civile può anche non avere richiesto il certificato di handicap, e viceversa.

 

  1. OTTENERE IL RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITÀ CIVILE

Per esercitare i propri diritti, l’invalido civile deve ottenere il riconoscimento della condizione invalidante.

Come si presenta la domanda

Dal 1° gennaio 2010, la domanda volta ad ottenere i benefici in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità dovrà essere inoltrata all’INPS anziché alla ASL, esclusivamente pervia telematica (on line) collegandosi al sito www.inps.it e accedendo all’applicazione InvCiv2010.

La domanda può essere presentata anche dagli enti di Patronato e dalle Associazioni di categoria dei disabili; quindi, nel caso di difficoltà nella ricerca di un medico o nella compilazione della domanda, ci si può rivolgere a loro.


PRIMO STEP
Per prima cosa è necessario recarsi dal proprio medico curante abilitato alla certificazione telematica. Il medico curante dovrà predisporre un certificato, redatto sui modelli di certificazione predisposti dall’INPS, riportare i dati anagrafici e la patologia invalidante da cui il soggetto è affetto con l’indicazione obbligatoria dei codici nosologici internazionali (ICD-9). Una volta compilato il certificato online* il medico dovrà inviarlo telematicamente; la procedura genera una ricevuta che il medico dovrà stampare e consegnare al paziente. La ricevuta reca anche il numero di certificato che il paziente dovrà poi riportare nella domanda. Il medico provvederà, inoltre, alla stampa e al rilascio del certificato medico firmato in originale che il paziente dovrà comunque esibire all’atto della visita.

Attenzione! Il certificato ha una validità di 90 giorni dalla data di rilascio; pertanto si ha 90 giorni di tempo per presentare la domanda!

 

*Per poter effettuare questa operazione il medico deve essere accreditato per l’accesso al portale INPS tramite un codice PIN, che potrà ottenere compilando l’apposita richiesta sul sito web dell’Inps oppure recandosi presso una qualunque agenzia dell’Ips munito di documento di identità.


SECONDO STEP
Ottenere un codice PIN
Per presentare la domanda e, successivamente, per verificare lo stato della richiesta, sarà necessario avere un codice PIN.Il PIN può essere richiesto attraverso 2 modalità:

  • direttamente sul sito dell’Inps accedendo alla sezione "richiesta PIN on line" e compilando la scheda. Dopo la compilazione saranno visualizzati i primi 8 caratteri del PIN, mentre la seconda parte del codice sarà successivamente recapitata al domicilio del richiedente attraverso posta ordinaria
  • in alternativa contattando il Contact Center dell’Inps (803 164).


TERZO STEP
Compilare la domanda
Ottenuto il certificato medico ed ottenuto il PIN, si può presentare la domanda online accedendo alla procedura disponibile sul sito dell’Inps. Per redigere la domanda bisogna compilare il modello online con i dati anagrafici, abbinare ad esso il numero di certificato (ricevuto precedentemente dal medico), entro il termine massimo di 90 giorni dal rilascio del certificato stesso. Attenzione! In caso di ricovero, si può indicare un “recapito temporaneo” al fine di ottenere l’assegnazione di una visita presso un’Azienda sanitaria diversa da quella di residenza.


QUARTO STEP
Stampare la ricevuta della domanda
Una volta compilata la domanda, se completa in tutte le sue parti, si deve stampare la ricevuta della domanda stessa contenente i dati personali, il numero di protocollo della domanda (PIU) e la data di presentazione della stessa.

 

  1. LA CONVOCAZIONE A VISITA

Conclusasi la procedura, il sistema indicherà una data di visita attraverso l’agenda degli appuntamenti disponibili presso la ASL corrispondente al CAP di residenza. Una volta definita la data di convocazione, l’invito sarà reso visibile nella procedura e sarà inviata una raccomandata con ricevuta di ritorno all’indirizzo indicato nella domanda.

L’invito a visita sarà completo dei riferimenti della prenotazione (data, ora, luogo) ma anche delle avvertenze riguardanti la documentazione da portare all’atto della visita e delle modalità da seguire nel caso di impedimento a presentarsi.

Attenzione! Qualora fosse necessaria una visita domiciliare il medico certificatore dovrà redigere un certificato telematico da inviare all’Inps almeno 5 giorni prima della data già fissata per la visita.

 

  1. LE PROCEDURE DI ACCERTAMENTO

La visita della Commissione medica integrata

Dal 1 gennaio 2010 la Commissione medica della Asl predisposta all’accertamento dell’invalidità civile è integrata da un medico dell’Inps, designato di volta in volta, a rotazione fra quelli in servizio presso l’ufficio territoriale competente. I membri della Commissione medicaintegrata sono scelti sulla base del tipo di accertamento richiesto, sia esso di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, disabilità o handicap. Dopo aver effettuato la visita, la Commissione medica integrata redige un verbale nel quale saranno contenuti i dati anagrafici dei richiedenti e l’esito delle valutazioni. L’accertamento sanitario può concludersi con:

  • un giudizio medico legale espresso all’unanimità dei componenti della Commissione Medica Integrata
  • un giudizio medico legale espresso a maggioranza dei componenti della Commissione Medica Integrata

Nel primo caso, il verbale della visita sarà sottoposto, da parte della Commissione, con la massima tempestività, all’esame del Responsabile del Centro Medico Legale (CML) territorialmente competente che può confermare o meno l’esito della valutazione. Se confermato, il verbale sarà trasmesso da parte dell’Inps, al domicilio del richiedente. Il verbale è allora definitivo e, se ne consegue un diritto a prestazioni economiche, viene attivato il flusso amministrativo per la relativa concessione.

Nel secondo caso, l’Inps sospende l’invio del verbale ed acquisisce dalla ASL la documentazione. Il Responsabile del CML dovrà, entro 10 giorni dalla sospensione, confermare il verbale agli atti oppure disporre una visita diretta da effettuarsi entro i successivi 20 giorni. La Commissione medica può avvalersi della consulenza di un medico specialista della patologia oggetto di valutazione.

Trasmissione del verbale

A conclusione dell’accertamento, l’Inps provvede ad inoltrare il verbale al domicilio del richiedente. Il verbale è inviato in duplice esemplare: una versione integrale contenente tutti i dati sensibili e una contenente solo il giudizio finale per un eventuale uso amministrativo da parte del cittadino. Il procedimento relativo all’accertamento sanitario da parte delle commissioni deve concludersi entro 9 mesi dalla data di presentazione della domanda (art. 1 comma 3 del D.P.R. 698/94).

 

  1. EFFETTI DEL RICONOSCIMENTO DELL’INVALIDITÀ

Nel caso di riconoscimento dello stato di invalido civile, si ha diritto ad alcuni benefici in relazione distinti fascia di età e al grado di invalidità che è stato assegnato.

 

  1. VERIFICA E CONCESSIONE DEI BENEFICI ECONOMICI

Nel caso di riconoscimento dello stato di invalido civile, si ha diritto ad alcuni benefici in relazione distinti fascia di età e al grado di invalidità che è stato assegnato.

A concedere i benefici economici connessi al riconoscimento dell’invalidità civile può essere l’Inps oppure altri enti.

Laddove l’Inps ha la titolarità nella concessione, sarà questa ad inviare al cittadino la comunicazione, insieme al verbale sanitario, in cui è contenuta la richiesta dei dati necessari all’accertamento dei requisiti socio-economici e delle certificazioni da esibire. È possibile compilare anche online i dati relativi all’accertamento dei requisiti socio-economici, accedendo ai moduli attraverso il codice PIN già in possesso del cittadino. Se a concedere i benefici sono altri enti, sarà l’Inps ad inviare all’ente concessore, la comunicazione e il verbale con il giudizio della commissione.

Al cittadino saranno inviati per posta la comunicazione e il verbale che contiene l’elenco dei dati necessari all’accertamento dei requisiti socio-economici, nonché le certificazioni da consegnare all’ente concessore per ottenere i sussidi.

Possono richiedere i benefici economici:

  • i cittadini italiani
  • i cittadini di uno degli Stati membri dell’Unione Europea o della Repubblica di San Marino che risiedono nel territorio nazionale
  • i cittadini extra comunitari e gli apolidi (compresi i familiari iscritti nel permesso di soggiorno) regolarmente soggiornanti

 Gli importi delle pensioni, assegni e indennità erogati agli invalidi civili, ciechi civili e sordi, così come i limiti di reddito per usufruirne, sono ridefiniti ogni anno sulla base degli indicatori dell’inflazione e del costo della vita. Per il 2011, detti importi e i limiti reddituali sono stati fissati dalla Direzione Centrale delle Prestazioni dell’INPS con la Circolare del 30 dicembre 2010, n. 167.

 

  1. PRESENTARE RICORSO

Se il richiedente ritiene che la percentuale di invalidità che gli è stata riconosciuta non sia adeguata al suo stato di salute reale, può presentare un ricorsocontro il verbale emesso dalla Commissione medica integrata. La controparte, ossia il soggetto contro cui si presenta il ricorso, è l’Inps.

Il ricorso va presentato entro 180 giorni dalla notifica del verbale, davanti al giudice ordinario con l’assistenza di un legale.

Nel caso in cui il ricorso venga accettato e vengano riconosciuti anche ulteriori benefici economici,il soggetto dovrà consegnare una copia autentica della sentenza alla Prefettura (con il riconoscimento degli arretrati, a partire dalla data di presentazione della domanda).

Nel caso di esito positivo della visita per l’accertamento dell’invalidità civile si può presentare un ricorso amministrativo, senza ricorrere in prima istanza al giudice ordinario, in alcuni casi specifici:

  • Se la domanda è stata rigettata per difetto di alcuni requisiti (non attinenti alle condizioni medico-legali: ad esempio, se vengono superati i limite reddituali, se vi sono incompatibilità con altre provvidenze economiche, ecc.)
  • Se è stato revocato il beneficio economico già concesso

In questo caso, bisogna presentare ricorso al Comitato Provinciale INPS entro 60 giorni dalla notifica del provvedimento negativo.

Il ricorso va redatto in carta libera e deve contenere:

  • dati anagrafici del ricorrente
  • indicazioni del provvedimento di cui si contesta la fondatezza e i motivi che devono essere esaminati
  • fotocopia del provvedimento impugnato

Il ricorso va spedito con raccomandata con ricevuta di ritorno al Comitato

Provinciale INPS territorialmente competente. In caso di rigetto della proposta di impugnazione o di inutile decorso di 90 giorni dalla data di presentazione del ricorso, è, infine, ammesso il ricorso giurisdizionale davanti al Giudice Ordinario.

 

  1. LA DOMANDA DI AGGRAVAMENTO

In caso di peggioramento delle condizioni di salute si può richiedere una nuova visita per "l’aggravamento", al fine di ottenere una valutazione dell’invalidità maggiore di quella riconosciuta dalla Commissione di prima istanza. La domanda deve essere presentata all’Inps territorialmente competente, utilizzando i modelli forniti dalla stessa.

Occorre:

  • specificare che si tratta di domanda di aggravamento
  • allegare la documentazione sanitaria che comprovi le modificazioni del quadro clinico preesistente, pena l’esclusione della verifica
  • allegare copia del verbale del precedente riconoscimento di invalidità

 

  1. EVENTUALE RIVEDIBILITÀ

La percentuale di invalidità può essere assegnata in via definitiva oppure può essere soggetta a revisione nel tempo, quando cioè le evidenze scientifiche lasciano supporre una potenziale modificazione della patologia o della menomazione. In questo secondo caso, il verbale riporta la data per la visita di revisione alla quale il soggetto dovrà sottoporsi.

Non tutti gli invalidi civili devono però essere richiamati a visita. La legge 80 del 9 marzo 2006, all’art.6 comma 3, stabilisce che non devono essere sottoposti a visita di accertamento e revisione i cittadini ai quali è stata riconosciuta l’indennità di accompagnamento e sono affetti da patologie o menomazioni ingravescenti (destinate cioè ad aggravarsi) o stabilizzate nel tempo.

L’elenco delle 12 condizioni patologiche escluse dalle visite di controllo, è stato definito dal Decreto interministeriale 2 agosto 2007 del Ministero dell’Economia e delle Finanze e Ministero della Salute.

La procedura di revisione si effettua d’ufficio, dunque senza oneri o "incombenze" per il cittadino.

È l’INPS a dover avviare la procedura di verifica e ad occuparsi dell’intero iter. L’INPS, richiede alle ASL gli elenchi dei cittadini beneficiaridi indennità di accompagno e di comunicazione, e la relativa documentazione.

Dopo la valutazione dei documenti, l’INPS redige un verbale in cui risulterà il diritto o meno del cittadino all’esenzione da qualunque altra visita di revisione.

L’INPS dovrà restituire i fascicoli, corredati di verbale, alle Asl, e comunicare al cittadino ritenuto esonerato, che non sarà più chiamato a visita.

 

  1. IL DOLORE CRONICO NELLE PATOLOGIE ADDOMINALE. COLITE ULCEROSA E MALATTIA DI CROHN

Il dolore addominale è una condizione di frequente riscontro nella pratica clinica.

Dal momento che il dolore interferisce con le normali attività di vita e di lavoro per la valutazione delle inabilità derivanti da condizioni morbose complesse si fa riferimento alla compromissione dello stato generale oltre che alla compromissione della funzionalità specifica.

Su questa base il decreto ministeriale identifica quattro livelli di compromissione funzionale, tenendo in considerazione la necessità di terapia e lo stato generale, corrispondenti ad altrettante classi, identificabili come di seguito indicato:

  • I CLASSE: la malattia determina alterazioni lievi della funzione, tali da provocare disturbi saltuari, il trattamento medico non è continuativo e la stabilizzazione del peso corporeo convenzionale è su valori ottimali. In caso di trattamento chirurgico non debbono essere residuati disturbi funzionali o disordini del transito.
  • II CLASSE: La malattia determina alterazioni funzionali causa di disturbi dolorosi non continui; il trattamento medicamentoso non è continuativo, la perdita del peso è sino al 10% del valore convenzionale, saltuari disordini del transito intestinale.
  • III CLASSE: si ha alterazione grave della funzione digestiva, con disturbi dolorosi molto frequenti; il trattamento medicamentoso è continuativo e la dieta costante, la perdita del peso è tra il 10% e il 20% del valore convenzionale. Eventuale anemia e presenza di apprezzabili disordini del transito. Significative ripercussioni socio-lavorative.
  • IV CLASSE: Presenta alterazione grave della funzione digestiva, con disturbi dolorosi; il trattamento medicamentoso è continuativo e non completamente efficace, la perdita del peso è superiore al 20% del valore convenzionale. Sono presenti anemia gravi e costanti disordini del transito. Significative limitazioni socio-lavorative.

La rettocolite e la malattia di Crohn sono enteropatie croniche che comportano, per la sintomatologia e le conseguenze dell’organismo, una riduzione della capacità lavorativa sia generica sia specifica, oltre a difficoltà inerenti la vita sociale e di relazione.

Clinicamente queste malattie sono caratterizzate da periodi di apparente benessere e periodi di riacutizzazione che si manifestano con: diarrea, dolori addominali, sangue e muco nelle feci, astenia e calo ponderale. Durante il periodo di riacutizzazione l’ammalato è spesso in condizione di inabilità totale, per quanto riguarda la capacità di lavoro, di relazione e di vita sociale.

 

Per la malattia di Crohn le valutazioni previste dalla tabella Ministeriale vanno dal 15% al 70% a seconda della classe funzionale:

cod.   voci                            min  max   fisso

6458  Morbo Crohn (I classe)     0       0     15

6459  Morbo Crohn (II classe)   21    30      0

6460  Morbo Crohn (III classe)  41    50      0

6461  Morbo Crohn (IV classe)  61    70      0

 

Per la Rettocolite ulcerosa, le valutazioni previste dalla Tabella ministeriale vanno dal 41% al 70% a seconda della classe funzionale:

cod.   voci                                min  max   fisso

6418  Colite Ulcerosa (III classe)  41     50     0

6419  Colite Ulcerosa (IV classe)   61    70      0

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