Linee guida al collocamento mirato

 

Con il termine collocamento mirato si intende il complesso degli “strumenti che permettono di agevolare l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità, attraverso l’analisi di posti di lavoro, forme di sostegno, azioni positive e soluzioni dei problemi connessi con gli ambienti lavorativi tali da garantire un posto di lavoro adatto e adeguato alla persona”.

Disciplinato dalla legge n. 68 del 1999, esso rappresenta un sistema di tutele che mira all’inserimento attivo dei disabili e altri soggetti appartenenti alle categorie previste dalle legge all’interno del tessuto produttivo del Paese.

Le disposizioni relative al collocamento obbligatorio si applicano:

-          agli invalidi civili in età lavorativa, per i quali sia stata accertata dalle commissioni mediche una riduzione della capacità lavorativa superiore al 46%;

-          ai ciechi civili affetti da cecità assoluta o con un residuo visivo non superiore a 1/10 in entrambi gli occhi, con eventuale correzione;

-          ai sordi, dalla nascita o divenuti tali prima dell’apprendimento della lingua parlata;

-          agli invalidi del lavoro con un’invalidità (accertata dall’Inail) superiore al 33%;

-          agli invalidi per servizio, invalidi di guerra e invalidi civili di guerra, per i quali sia stata riconosciuta una delle otto minorazioni previste dalla normativa in materia di pensioni di guerra.

Per l’accesso al collocamento non è previsto alcun limite di età, salvo naturalmente quello stabilito per la cessazione dell’attività lavorativa.

In datori di lavoro che impiegano un numero di dipendenti:

-          Dai 15 ai 35, sono obbligati ad assumere un disabile. L'obbligo si applica solo in caso di nuove assunzioni fino al 31 dicembre 2016

-          Dai 36 ai 50, devono assumere 2 disabili

-          oltre i 50, devono riservare il 7% dei posti a favore dei disabili più l’1% a favore dei familiari degli invalidi e dei profughi rimpatriati

I datori di lavoro devono presentare la richiesta di assunzione entro sessanta giorni dal momento in cui sono obbligati all’assunzione.

La determinazione del numero dei soggetti disabili da assumere è data dal computo, tra i dipendenti, di tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato.

Le modalità attraverso le quali si procede all’assunzione del lavoratore appartenente a categorie protette sono di due tipi: la chiamata nominativa, la convenzione e l’avviamento per graduatoria.

Con l’entrata in vigore del Decreto Legislativo n.185/2016, di modifica della Legge 68/99, i lavoratori già disabili prima della costituzione del rapporto di lavoro, anche se non assunti tramite il collocamento obbligatorio, sono computati nella quota di riserva ma devono avere una riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60 per cento oppure superiore al 45 per cento nel caso di disabilità intellettiva e psichica.

Il decreto legge 28 giugno 2013 n.76, convertito dalla legge 9 agosto 2013, n. 99, per garantire il rispetto del principio della parità di trattamento delle persone con disabilità, ha previsto poi l’obbligo per i datori di lavoro pubblici e privati di adottare degli “aggiustamenti” ragionevoli (definiti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità) nei luoghi di lavoro, per garantire alle persone con disabilità la piena eguaglianza con gli altri lavoratori.